
“Lascia che sia fiorito / Signore, il suo sentiero / quando a te la sua anima / e al mondo la sua pelle / dovrà riconsegnare / quando verrà al tuo cielo / là dove in pieno giorno / risplendono le stelle…” Comincia così una commovente canzone di F. De Andrè, che mi è tornata in mente in occasione della morte della nonna.
La vita è preziosa e ci conviene utilizzare al meglio ogni minuto perché, come dice un proverbio cinese, il tempo che abbiamo è molto meno di quel che ci sembra.
Io cerco di orientarmi così. Rivolgendo il pensiero al passato mi sforzo di ricordare e ricostruire i momenti e gli eventi piacevoli, quelli che fanno nascere spontaneamente un sorriso sulle labbra che non si riesce a trattenere. Mi scorrono davanti agli occhi scene, a volte molto lontane nel tempo, che hanno nella maggior parte dei casi una caratteristica in comune: la presenza di altre persone, che hanno reso unica una serata in pizzeria, una scampagnata al mare, una vacanza in una località ancora sconosciuta.
Credo che la felicità si possa conseguire solo insieme agli altri, ritagliandoci nella routine quotidiana, fatta di lavoro, impegni urgenti e bisogni materiali, spazio e tempo da dedicare alle persone care, agli amici e non solo. Anche lo sconosciuto compagno di viaggio che siede nel nostro scompartimento sul treno può aprirci un nuovo spiraglio sulla realtà, può aiutarci a capire meglio gli altri e noi stessi.
Dietro la barriera di uno sguardo assente o accigliato, di modi noncuranti o sgarbati si cela forse amarezza, magari solitudine. Un sorriso, un saluto, una parola gentile possono non solo avvicinare le persone, ma anche alleviare i dispiaceri o i problemi più grossi.
Concludo con un affettuoso saluto alla nonna, che in realtà ho conosciuto poco, ma che sarà presente per sempre nella mia memoria con i suoi modi garbati e con il suo sorriso gentile sulle labbra.
La vita è preziosa e ci conviene utilizzare al meglio ogni minuto perché, come dice un proverbio cinese, il tempo che abbiamo è molto meno di quel che ci sembra.
Io cerco di orientarmi così. Rivolgendo il pensiero al passato mi sforzo di ricordare e ricostruire i momenti e gli eventi piacevoli, quelli che fanno nascere spontaneamente un sorriso sulle labbra che non si riesce a trattenere. Mi scorrono davanti agli occhi scene, a volte molto lontane nel tempo, che hanno nella maggior parte dei casi una caratteristica in comune: la presenza di altre persone, che hanno reso unica una serata in pizzeria, una scampagnata al mare, una vacanza in una località ancora sconosciuta.
Credo che la felicità si possa conseguire solo insieme agli altri, ritagliandoci nella routine quotidiana, fatta di lavoro, impegni urgenti e bisogni materiali, spazio e tempo da dedicare alle persone care, agli amici e non solo. Anche lo sconosciuto compagno di viaggio che siede nel nostro scompartimento sul treno può aprirci un nuovo spiraglio sulla realtà, può aiutarci a capire meglio gli altri e noi stessi.
Dietro la barriera di uno sguardo assente o accigliato, di modi noncuranti o sgarbati si cela forse amarezza, magari solitudine. Un sorriso, un saluto, una parola gentile possono non solo avvicinare le persone, ma anche alleviare i dispiaceri o i problemi più grossi.
Concludo con un affettuoso saluto alla nonna, che in realtà ho conosciuto poco, ma che sarà presente per sempre nella mia memoria con i suoi modi garbati e con il suo sorriso gentile sulle labbra.
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